Papiro, pergamena e carta

Per ritrovare le origini della carta è necessario tornare indietro nella storia di almeno qualche millennio: è in Egitto che s’inizia a produrre un primo materiale sul quale scrivere, il papiro (supporto vegetale), intorno al 3000-3500 a.C.
La diffusione della scrittura quale mezzo per fissare dati e informazioni relativi ai commerci, all’agricoltura e agli eventi storici e quotidiani impose la necessità del costante approvvigionamento del materiale sul quale scrivere.
Si adottarono materiali naturali come il legno, il bambù e l’osso. Fu l’antico Egitto il luogo dove fu prodotto un primo materiale scrittorio, il papiro, ottenuto dalla lavorazione dell’omonima pianta. Il papiro non tardò a scarseggiare, stimolando la ricerca di nuovi materiali. Il nuovo ritrovato fu la pergamena che, prodotta con il vello degli animali, era destinata a rimanere il principale materiale scrittorio dell’Europa mediœvale, sino all’introduzione della carta.

Il papiro

Il papiro è un materiale scrittorio vegetale. Era fabbricato utilizzando una pianta acquatica, il cyperus papyrus, allora era molto diffuso in Egitto lungo il Nilo, in Palestina ed in Sicilia.
Il papiro costituì fonte abbondante ed economica di materiale scrittorio per gli Egizi.

Il più antico esemplare di papiro scritto risale ad oltre 5000 anni fa. La produzione di questo supporto costituì una notevole fonte di guadagni per lo stato egiziano, poiché ad esso ne competeva il diretto controllo.

La lavorazione

Questo supporto era prodotto utilizzando il fusto del cyperus papyrus (papiro). Il fusto veniva tagliata in strisce longitudinali sottili, lunghe oltre un metro e larghe pochi centimetri. Tali strisce venivano poi disposte, una accanto all’altra, sopra un piano orizzontale in modo da formare uno strato continuo e il più possibile omogeneo. Su questo strato ne veniva collocato un altro con le strisce in modo trasversale rispetto le prime, formando un reticolo. I due strati erano poi compressi o battuti in modo da far aderire le sostanze collose contenute nelle fibre, successivamente veniva fatto asciugare all’aria.
Asciugati, i fogli di papiro, potevano essere attaccati uno accanto all’altro, i quali formavano una striscia continua, detta volumen, l’antesignano del nostro libro.

I rotoli di papiro

Gli scribi univano insieme più fogli di papiro formandone lunghi rotoli. Questo supporto vegetale poteva essere ottimamente conservato in rotolo, ma non in forma di libro, perché il continuo rigirare delle pagine n’avrebbe spezzato le fibre. Lo scriba utilizzava un inchiostro costituito da una miscela di carbone di legna, nerofumo, acqua e una sostanza collosa per scriverci sopra. Questo supporto era piuttosto dispendioso in quanto si poteva utilizzare da una sola parte.

La pergamena

La pergamena è un supporto animale ottenuto con le pelli d’ovini e caprini, anche chiamata cartapecora, è un materiale pregevole, più robusto e duraturo del papiro, utilizzato in modo particolare per i testi sacri.
La pergamena nacque e si sviluppò in alternativa al papiro che lo sostituì a poco a poco. Il nome proviene dalla città di Pergamo, in Asia Minore, in cui fu probabilmente fabbricata per la prima volta.
La pergamena è un materiale molto diverso dal papiro. Come il cuoio, essa è ottenuta da pelli animali, per lo più di pecora, capra o vitello, ma è trattata con una tecnica particolare che le conferisce una superficie estremamente liscia.

La leggenda attribuisce l’invenzione della pergamena a re Euemene II di Pergamo (197-158 a.C.), da cui avrebbe preso il nome, il quale sarebbe stato spinto alla ricerca di nuovi materiali a causa della mancanza dei normali approvvigionamenti di papiro che riceveva dall’Egitto.

La carta

La carta è un prodotto della civilizzazione orientale.
Le origini della carta iniziano in Cina nell’anno 105 d.C., è stata inventa da Ts’ai Lun, Funzionario dell’imperatore Wu Di. La tecnica di produzione rimase tuttavia gelosamente custodita per 700 anni, sino a che i musulmani (arabi), conquistata Samarcanda, ne strapparono il segreto ad alcuni prigionieri cinesi.

Il viaggio della carta

1.
Hunan (Cina)
105 d.C.
2.
Lou-Lan (Turchistan)
150-200
3.
Giappone
610
4.
Samarcanda
751
5.
Bagdad
794
6.
Damasco
900
7.
Egitto
1000
8.
Spagna
1150
9.
Italia
1276

La conoscenza di questa nuova tecnica si diffuse molto velocemente in tutta l’Europa, ove sorsero numerosi mulini di produzione in prossimità dei più facili punti d’approvvigionamento d’acqua, necessaria per preparare l’impasto.
I migliori tipi di carte sono quelli prodotti con fibre vegetali e un elevato contenuto di cellulosa, oppure con stracci di tessuti naturali come il cotone o il lino.
Le materie prime per la produzione della carta, in Cina erano la corteccia di gelso oppure il bambù; in oriente si ricorreva invece ai cenci di cotone o di lino, macerati e buttati nell’acqua fino ad ottenere un impasto. La carta prodotta con stracci è resistente e durevole, mentre la carta moderna ottenuta dalla polpa del legno, si deteriora rapidamente a causa del notevole contenuto d’acidi, che ne determina l’ingiallimento, l’infragilimento e infine la disintegrazione. Un libro moderno può assumere quest’aspetto dopo soli 60 anni.

Ecco due metodi di produzione della carta (antico e moderno)

• Il principale strumento per la fabbricazione manuale della carta è la forma con la quale si raccoglie la pasta fradicia. La forma è costituita da un telaio cernierato in legno sul quale è fissato un vaglio. Il cartaio immerge ed estrę più volte la forma dal tino e la agita leggermente per far assestare la pasta sul vaglio, quindi apre i ganci e solleva il vaglio con sopra l’impasto e lo lascia asciugare. Asciutto ecco la carta.

• La macchina continua è un’enorme macchina che produce continuamente, senza sosta chilometri e chilometri di carta. La carta prodotta si raccoglie in bobine.
La cellulosa viene messa nella macchina che poi viene "frullata" con acqua ed altri elementi chimici. Poi l’impasto ottenuto viene fatto scorrere sul nastro della macchina continua. Su di questo nastro si solidifica diventando carta. La carta ottenuta si avvolge su bobine, quando questa è completa lo stacco della striscia di carta è immediato e subito ricomincia ad avvolgersi su di un'altra bobina.

La fabbricazione della carta si può dividere in tre periodi


1. Il periodo Cinese che risale al 105 d.C con il setaccio, che lasciava l’impronta vergata sulla superficie del foglio di carta che su di esso si formava.

2. Il periodo Arabo intorno al 700 d.C. dove il setaccio divenne di metallo.

3. Il periodo moderno intorno al 1800 con l’invenzione della macchina continua.

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Jean - Marie Balogh
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